Tounkara, la Pantera Gialloblu

di Claudio Petricca

E’ stato il primo grande colpo di mercato del presidente Marco Arturo Romano da quando si è insediato alla Viterbese, Mamadou Tounkara, attaccante poco più che ventenne ma con una prestigiosa carriera alle spalle. Tounkara nasce in Spagna, a Blanes, Costa Brava, una meravigliosa area ricca di calette ed un mare stupendo, a due passi da Barcellona. “Mama” e “Tounka” sono i soprannomi che preferisce, sottolineando quel famoso accento che va posizionato sulla prima “A” di Tounkara, ma che molti, invece, continuano a pronunciarlo alla francese. Come dicevamo Mama nasce a Blanese, bellissima località conosciuta soprattutto per il suo orto botanico: “Era proprio sotto casa mia – esordisce Mama – quando andavo a scuola ed ero nelle giovanili ho lavorato in quel parco”. Mama, come tutti i ragazzini, inizia a giocare presto a calcio: “Cominciai a nove anni a Blanes, disputando i primi tornei contro tante squadre, tra cui anche il Barcellona. Ero cercato da tante società, Real Madrid, Valencia, Villarreal, ma alla fine, sia per la vicinanza a casa e sia per il blasone, ho preferito i blaugrana. In quel periodo ho conosciuto tanti grandi campioni, Samuel Eto’o, Ronaldinho, mentre vincevano la Champions contro l’Arsenal. I miei idoli sono Eto’o e Drogba, attaccanti che prendo come riferimento anche per le loro caratteristiche”. Dunque la grande chiamata dal Barcellona: “A dieci anni, dopo aver disputato un torneo giovanile, un signore fuori allo stadio mi diede un biglietto da visita che avrei dovuto consegnare a mio padre. Lì vidi il logo del Barca. Papà lo chiamò e dall’altra parte del filo trovò, infatti, i dirigenti del Barcellona. All’inizio dei miei sette anni con la camiseta blaugrana facevo il pendolare con Blanes, poi negli ultimi due anni rimasi lì, fino alla chiamata della Lazio”. Un’esperienza da sogno quella nella cantera del Barca: “Ero molto piccolo e in quei momenti pensi solo a giocare. Chi faceva bene veniva premiato partecipando agli allenamenti della prima squadra. Io andai due volte, lavorando vicino a Iniesta e compagnia”. Poi la scoperta, arrivata in modo molto particolare, della Lazio: “E’ grazie al procuratore Nunzio Marchioni che sono arrivato in Italia, come è successo a Keita, Icardi e tanti altri. Marchioni aveva un video di Alvarez, terzino che la Lazio cercava (e che Mama ha ritrovato quest’anno alla Viterbese), ma in quel match ho giocato benissimo facendo doppietta. Chiesero chi era questo numero nove e da lì è nata la mia avventura con i biancocelesti. Sono arrivato a Roma nel 2012 ed ho subito segnato tanto, circa 18 goal. Ero solo ed alloggiavo al convitto della Lazio. Il primo anno è andato benissimo, anche perché c’era Keita che mi dava una mano in primavera, insieme a Bollini che ringrazio per avermi lanciato ed aiutato. Dalla primavera della Lazio poi altre avventure: “Sono andato in Svizzera, poi in Slovacchia, dove ho avuto modo di conoscere gente diversa, lingue diverse, vite diverse. Una bella esperienza senza dubbio”. Poi il rientro a casa: “Sono tornato in Italia, in Serie C, per dimostrare che posso arrivare dove voglio arrivare, ma il mio primo obiettivo è quello di aiutare la Viterbese ad andare il più lontano possibile”. Mama è cresciuto grazie anche alla famiglia: “La famiglia e mia figlia arrivano prima di tutto, sono la prima cosa nella vita. La mia compagna è sempre stata con me, vivendo insieme tutte le esperienze e non posso che essere felice. A Viterbo sto bene, sono più tranquillo, anche perché sono poco distante da Roma, da casa. I miei amici mi vengono a trovare a Viterbo oppure vado io da loro, così come succede con mia moglie. Sono sereno e devo solo dimostrare in campo le mie qualità, devo solo fare questo. Il mio compito è fare goal e far vincere la squadra, non penso a diventare capocannoniere. L’importante è che la squadra conquisti punti, poi se a ciò si aggiungono tante reti personali è solamente un valore aggiunto”. L’arrivo alla Viterbese ed in Serie C è stata una sorpresa oltre che un colpo di mercato per i gialloblu, i quali hanno battuto la concorrenza di diversi club importanti che erano sulle tracce dell’attaccante ex Lazio: “Ho avuto un incontro con il presidente Romano, organizzato dal direttore Tare a Formello dopo gli allenamenti. Abbiamo trovato un ottimo accordo e la sua determinazione mi ha convito a dire si al progetto Viterbese. Lui ha vinto la sua battaglia, ora sta a me vincere quella sul campo”.