Francesco De Giorgi è alla sua seconda stagione in gialloblu. L’esterno destro classe ’90, nativo di Maglie in provincia di Lecce, è uno dei cardini della squadra di Mister Lopez. Instancabile e attaccato alla maglia, De Giorgi è entrato nel cuore di tutti i tifosi già dallo scorso anno, quando con le sue falcate lungo la fascia ha dimostrato di che pasta è fatto. Abbiamo scambiato quattro chiacchiere con il difensore, che ci ha raccontato la sua esperienza da calciatore gialloblu.

 

A Viterbo hai vinto una Coppa Italia, cosa hai provato durante quella notte di iniziò maggio?

Vincere la Coppa Italia è stato qualcosa di bellissimo, ovviamente un’emozione unica che non avevo mai provato, perché non avevo mai vinto niente di importante in Lega Pro. Sarà un ricordo che porterò sempre con me, ma non tanto per la singola vittoria, ma per tutto il difficile cammino che abbiamo fatto sia in campionato, sia in Coppa.

 

La squadra si sta amalgamando, ci sono molti nuovi innesti. State facendo gruppo? Come vi trovate?

Posso dire che si sta creando veramente un bel gruppo di giovani, tutti bravi ragazzi che si mettono sempre a disposizione del mister e di noi più “vecchietti”. La cosa che più mi piace dei nostri giovani è l’impegno quotidiano e la continua voglia di migliorarsi. Parliamo spesso e per loro è  un anno importante durante il quale possono mettere delle basi importanti per il loro futuro.

 

Sei uno dei titolari inamovibili di questa squadra e anche uno dei “senatori”. C’è un messaggio che vuoi dare ai tuoi compagni, specie a quelli più giovani?

Devono continuare su questa strada,  essere umili e devono avere sempre voglia di crescere e di migliorarsi. Grazie anche alle regole degli under hanno la possibilità alla loro età di fare anche trenta partite nel primo anno da professionisti e di creare qualcosa di importante. Per molti ragazzi,  soprattutto per quelli in prestito da squadre di serie A o di B, può essere un anno cruciale.

 

Quest’anno vivi a Viterbo, hai visitato la città? Come ti trovi nella città dei papi?

Ad Acquapendente mi sono trovato veramente bene, lì sono nate delle belle amicizie. Vivere in una città grande come Viterbo è diverso. Si sta bene, c’è un’ottima qualità della vita e devo dire c’è tutto quello che serve per me e la mia famiglia.

 

Hai un messaggio da lanciare alla città e ai tifosi?

Vedo con molto piacere che sta crescendo l’entusiasmo intorno a questo gruppo. Siamo una squadra giovane che fa parte di un girone tosto e in casa abbiamo bisogno della spinta di tutto lo stadio. Voglio ringraziare i tifosi che sia quest’anno, ma anche modo lo scorso anno ci hanno seguito sempre e ovunque. Mi piacerebbe vedere ogni domenica il Rocchi pieno di tifosi che incitano i leoni in campo. La loro carica è fondamentale e credo che siamo sulla strada giusta.