Carlo Torelli, giovanissimo e talentuoso portiere del vivaio della Viterbese, in questa stagione ha difeso i pali della Berretti di Mister Boccolini. Entusiasmo, passione ma anche senso di responsabilità sono i suoi valori, che ogni giorno porta in campo sia in allenamento sia in partita. Nell’intervista a cura della Media Area della A.S. Viterbese, l’estremo difensore dei leoncini della Berretti si è raccontato a 360 gradi, tra idoli, passioni e aspettative per il futuro.


Qual è stata la tua prima esperienza nel mondo del calcio?

Da piccolo praticavo molti sport, ma all’età di sei anni ho iniziato a giocare a calcio e da lì è iniziata la mia passione. Ho indossato per tre anni i colori della Romaria ed ero allenato da Lillo Puccica, un ex allenatore della Viterbese. Poi, negli anni successivi sono stato nel settore giovanile della Lazio. Ormai è da diversi anni che gioco alla Viterbese e mi trovo veramente bene.

 

Nasci come portiere o hai iniziato la tua esperienza calcistica in altri ruoli?

No, io ho iniziato come terzino, ma ho capito subito che non faceva per me. Dopo aver provato il ruolo del portiere è stato amore a prima vista. Devo tutto a mio nonno che mi ha fatto scoprire questa posizione in campo. Lui mi ha sempre spronato a impegnarmi e mi è sempre stato vicino. Devo dire che è il mio fan numero uno. 

Torelli in allenamento con il preparatore dei portieri Paolo Gobattoni

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Lo scorso anno hai avuto la possibilità di vivere un’estate davvero unica grazie al ritiro con la prima squadra. Ci racconti questa importante esperienza?

Sicuramente è stata un’esperienza unica e ineguagliabile perché ho potuto confrontarmi con giocatori forti ed esperti. Per me è stato fantastico potermi allenare in quell’ambiente contraddistinto da serietà e professionalità, dove sono cresciuto sia dal punto di vista tecnico sia da quello umano. Ho notato di essere cresciuto molto anche sotto il profilo della mentalità, grazie al preparatore dei portieri Gobattoni, a Mister Calabro e a tutto il suo staff.

 

Qual è la tua squadra del cuore? A quali portieri ti ispiri?

La mia squadra preferita è l’Inter, la seguo da quando sono piccolo. Mi sono legato a quei colori per l’influenza di qualche amico, ma anche perché mi piacevano tantissimo Julio Cesar, Javier Zanetti e Diego Milito. Oggi, guardo con ammirazione Buffon e Handanovic e in campo cerco sempre di imitarli

 

Parliamo ora della stagione in corso, una grande cavalcata, la miglior Berretti d’Italia. Ti aspettavi questa cavalcata?

Da questo gruppo mi aspettavo grandi cose e siamo riusciti ad ottenere i risultati sperati. Siamo un gruppo molto unito con delle ottime capacità tecniche che, unite alla professionalità dello Staff, hanno portato a dei risultati davvero incredibili.

 

Qual è stata la parata più bella ed importante che hai fatto in questa stagione?

Durante questa stagione, grazie al fantastico lavoro della difesa, non sono stato chiamato a fare grandi interventi. La parata più bella è stata proprio nell’unica gara che abbiamo perso contro la Carrarese.

Torelli in porta durante un’amichevole estiva della prima squadra

 

 


Ci parli del rapporto con i compagni?

Credo che sia davvero importante creare un bel gruppo all’interno della squadra, i ragazzi nuovi si sono ambientati benissimo. La forza della squadra credo sia stata proprio quella di aver dato tutto per i compagni a ogni partita.

 

C’è stato un momento più difficile durante la stagione?

Mi ricordo dell’unica sconfitta contro la Carrarese, vincendo avremmo conquistato il campionato e saremmo andati a giocare con tranquillità contro la seconda della classe, la Ternana. Però, nonostante la sconfitta ci siamo subito rialzati, siamo andati a Terni e abbiamo vinto contro i rossoverdi conquistando la vittoria del campionato con qualche giornata di anticipo.

 

L’anno scorso giocavi nell’Under 17, com’è stato il salto nella Berretti? Che rapporto hai instaurato con lo staff tecnico?

Ho notato delle differenze davvero significative nel salto dall’Under 17 alla Berretti. L’impegno è maggiore e hai delle responsabilità, anche la mentalità e l’approccio al campo iniziano a cambiare. Inoltre, confrontarsi con i più grandi della Prima Squadra è davvero importante per la crescita individuale. Voglio ringraziare Mister Boccolini, il suo staff e in particolar modo il preparatore dei portieri Edoardo Civilotti per la loro professionalità e per averci dato egli insegnamenti davvero utili per poter lavorare e continuare a crescere.

 

© Ufficio Stampa A.S. Viterbese